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Cinexperimental 7.3 - Orko Trio plays Kenneth Anger's Films

venerdì 24 gennaio 21:00

  CINEXPERIMENTAL 7 - Incontri, Scontri e Visioni di Cinema Sperimentale : " Dialoghi Audiovisivi tra Passato e Presente"

Un confronto LIVE con il cinema sperimentale attraverso dialoghi, immagini e performance per quattro serate di visioni multiple, immagini in rivolta fuori dagli schemi, irradiate da un combinarsi di schermi per una percezione libera(ta) ed espansa.  

La terza serata sarà un OMAGGIO A KENNETH ANGER (*1927):
Rabbit's Moon/La Lune des Lapins (1950-1971)
ORKO TRIO plays Kenneth Anger's films: 
Invocation of my Demon Brother (1969) 
Lucifer Rising (1972)

Dobialab Soundsysyem djset + Bianca Nicolescu & Wanda Lumen vjset


ORKO TRIO:
Giorgio Pacorig - Fender Rhodes
Enrico Giletti - basso
Michele Cuzziol - batteria

Sonorizzazione live di KENNETH ANGER (1927). K. Anger, forse la massima espressione della scuola del New American Cinema. Figlio d’arte, entra in contatto col cinema fin da bambino (recitò come nel ruolo del principino ne Il sogno di una notte di mezza estate del 1935). Il suo primo film, da regista, lo realizza a dodici anni (Ferdinand the Bull, 1937). Da quel momento in poi, in età davvero precoce, realizzerà una serie di film, che saranno un riferimento all’interno della nuova cinematografia. Le ispirazioni di Anger vanno dal cinema delle prime avanguardie, in particolare Cocteau e l’immaginario surrealista, alle mitologie antiche, le influenze occulte (è nota la sua amicizia con il mago inglese Alister Crowley) e i rituali pagani coi riferimenti alle più antiche civiltà dell’uomo. Scorpio Rising (1963) è da considerarsi forse l’opera più famosa di Anger. L’ossessione verso la propria sessualità, il mito nascente dei motociclisti Hell Angels, i loro costumi filo-nazisti e la musica leggera degli anni ’50, sono al centro della sua esperienza visiva. Egli è la protesi sostitutiva che implode dentro il burlesque dei volti mascherati dei divi, quell’oggetto in movimento che schizza sopra la testa del cinema, per rigovernarne la traiettoria, quella di un mostro sacro che pare mai scalfito nel corso del tempo.