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Go home - A casa loro

lunedì 27 luglio 21:15

 POSTI LIMITATI: PRENOTAZIONE CONSIGLIATA A in@dobialab.net) . Seconda serata a dobialab di cinema all'aperto con la presentazione del film GO HOME - A CASA LORO di Luna Gualano: " Roma, durante una manifestazione contro l’apertura di un centro d’accoglienza, si scatena un’apocalisse zombie. Enrico, un ragazzo di estrema destra, si mette al riparo all'interno del centro, mentendo sulla sua identità. L'unico luogo sicuro è quel centro d'accoglienza che lui non voleva, mentre fuori i morti camminano sulla terra".

"Go home" è un lungometraggio, un horror allegorico, nello specifico uno Zombie movie. Il film è ambientato in un centro d'accoglienza, fuori dal quale infiamma una manifestazione di estrema destra. Conseguentemente ad una rissa, la situazione degenera e, inspiegabilmente, si scatena una apocalisse zombie. Come Romero intendeva svelare le contraddizioni all'interno della società consumistica americana, utilizzando e re-inventando la figura dello zombie, Go Home - A casa loro si propone di utilizzare gli zombie come metafora di una società sempre più chiusa, spaventata, aggressiva nei confronti dei migranti, del "diverso da se" in generale. Il film è un capovolgimento della prospettiva. L'idea è quella di utilizzare l'elemento "fantastico" per descrivere una cruda ed attuale realtà sociale. La regia del lungometraggio riflette questa intenzione. Sono presenti diversi elementi "realistici", a partire dall'utilizzo di diversi attori non professionisti, attualmente richiedenti asilo e ospiti in diversi centri d'accoglienza della capitale. La performance dei ragazzi è frutto di un lungo lavoro svolto all'interno del laboratorio permanente, da me fondato: Il Ponte sullo Schermo. L'idea di coinvolgere delle persone che hanno vissuto o stanno ancora vivendo in un centro d'accoglienza è dovuta a diversi fattori. Sicuramente il più rilevante è la consapevolezza di non poter descrivere e mostrare un vissuto così drammatico senza l'apporto di chi è stato costretto a viverlo sulle proprie spalle. La consapevolezza dello "straniero" e de "l’altro da se" come valore aggiunto e non come un disvalore. Inoltre, Go Home – A casa loro è stato girato in multilingua (vengono parlate, oltre all'italiano, diverse altre lingue africane ed europee), per dare risalto e realismo alle scene di dialogo tra i protagonisti del film. A tutto ciò si contrappongono delle inquadrature curate e dei movimenti di camera fluidi. La mia intenzione è quella di riuscire, nonostante le diversità linguistiche e culturali, a far immedesimare lo spettatore nei protagonisti. Perchè credo che per combattere il razzismo e l'indifferenza non ci sia modo migliore che far indossare allo spettatore "i loro panni" e farlo vivere, per un po', "A casa loro", assieme a loro.

Il ponte sullo schermo – Il sociale:
Pur essendo a tutti gli effetti un film, abbiamo pensato che la lavorazione e la realizzazione di Go Home - A casa loro potesse rappresentare anche un'ottima occasione di mutuo scambio con i veri protagonisti del progetto.
Go Home - A casa loro ha dato vita ad un laboratorio gratuito di cinema, video making e recitazione cinematografica rivolto a tutti i migranti presenti sul territorio romano. Il nome del laboratorio, organizzato grazie al supporto logistico di Yomigro, è Il ponte sullo schermo ed è tenuto dalla regista di Go Home Luna Gualano, supportata da Sara Ahmed e da Francesca Scanu.
I partecipanti al laboratorio hanno preso parte alle riprese del film, in veste di attori o di membri della troupe. Al termine delle riprese del film il laboratorio è diventato permanente, ed ha indirizzato i propri sforzi verso la realizzazione pratica di documentari e cortometraggi ideati dei suoi partecipanti.
Il laboratorio ha luogo presso il centro sociale Strike che è stato, assieme al centro sociale Intifada, anche una delle location in cui è ambientato il film.
Durante la classe viene spiegato come viene realizzato un film, come si recita, come si sta di fronte ad una telecamera, come si dirigono gli attori.  È stato fatto vedere attivamente come nasce un film, riprendendo le prove che sono state montate da Pedro Eno, videomaker nigeriano.
Le potenzialità didattiche sono state e saranno potenzialmente tantissime.
Perché non sarà semplicemente apprendimento fine a se stesso, non lo è stato mai, ma sarà sempre finalizzato al raggiungimento di uno scopo.

I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA STORIA
Enrico
Ventenne senza prospettive, uno dei tanti sedicenti "neofascisti" che non sono, in realtà, intrisi di particolari ideologie, ma che sono, piuttosto, alla ricerca di uno scopo, di un qualsiasi punto fermo. Enrico si rivelerà, a suo modo, anche "simpatico", mostrerà più di una volta una insospettabile carica di umanità, specialmente nei confronti del piccolo Alì. Enrico non rappresenta il "cattivo", quanto piuttosto il debole, il pavido. 
Ibrahim
Non sappiamo praticamente niente di lui, Ibrahim parla pochissimo, il minimo indispensabile. Ma incute timore un po' a tutti, vista la sua stazza, pur non facendo nulla per provocare una simile reazione negli altri. Ibrahim non si fida di Enrico, e non fa nulla per nasconderlo. Come non fa nulla per nascondere una gran voglia di proteggere il piccolo Alì dalle brutture che lo circondano, rivelando così una bontà d'animo che, forse, gli altri neanche immaginano
Fahran
Convinto di essere una star dell'hip hop a stelle e strisce, e ciò lo rende un elemento "buffo", all'interno del centro di accoglienza. Ma è l'unico ad aver capito veramente cosa sta succedendo all'esterno e in che situazione si trovano, anche se nessuno lo prende sul serio. 
Victor
Un ragazzo "con la testa sulle spalle", viene immediatamente percepito da tutti come un leader. Ed è uno dei pochi che sembra avere le idee chiare su come procedere per mettere in sicurezza il centro e difendersi dalle minacce che vagano fuori dall'edificio.  
Sarah&Alì                                                                                                                                                                 
Nel suo paese, studiava medicina, Alì è il suo bambino. Insieme hanno visto gli orrori della guerra e Sarah cerca in tutti i modi di tenere il più possibile lontano Alì da ogni altra sofferenza. Ma ben presto le risulterà impossibile farlo.  
Khaled&Mohamed
Sono fratelli, entrambi musulmani, e vengono dal medio oriente. Mohamed, il fratello minore, è quello che ha insistito per partire e mettersi in viaggio per raggiungere l'Europa, mentre Khaled, il maggiore, sarebbe voluto restare nel suo paese, nonostante la guerra. Khaled sarà presto morso a un braccio da uno zombie e si ammalerà, ma non dirà a nessuno qual è la causa della febbre che lo affligge. Se ne accorgerà solo il fratello, prendendosi cura di lui, quando ormai, però, sarà troppo tardi.